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NL 3/10 - Speciale convegno sperimentazione in meli-viticoltura bio

SPERIMENTAZIONE SU MELO E VITE BIOLOGICA IN TRENTINO ALTO ADIGE

Il 12 agosto tecpuntobio ha partecipato alla presentazione delle prove sperimentali svolte dall'Istituto Agrario di S. Michele all'Adige e dal Centro per la sperimentazione Laimburg.

La mattina è stata dedicata alla viticoltura.
Il resoconto riassuntivo sui lavori svolti in Trentino nel 2010 dall'Istituto di S. Michele, illustrato dal dott. Mescalchin, è iniziato con una bella novità: iniziano a condurre studi e sperimentazioni  anche sul suolo!
E' un cambiamento molto importante: finalmente verranno effettuate prove su anche sulle fondamenta dell'agricoltura biologica: l'ecosistema-suolo.

Così la relazione la dott.ssa Agabiti ha indicato i risultati ottenuti in un interessante studio sulla Biodiversità della pedofauna nei campi di vite in Trentino. Lo studio aveva lo scopo di trovare indicatori della salute dei suoli: l'ipotesi di partenza è che la biodiversità ha una corrispondenza diretta con la salute dei vigneti e quelli bio hanno mostrato una maggiore biodiversità.

Il dott. Zanzotto ha mostrato quanto è emerso dai controlli effettuati su diversi vigneti bio situati in tre macrozone del Trentino.
Il 2010 sarà ricordato come “anno dell'oidio”, in quanto è stata la patologia che ha dato i maggiori problemi a causa dell'andamento climatico primaverile che lo ha favorito (temperature e umidità alte). D'altro canto questo andamento ha ostacolato la manifestazione di infezioni gravi di peronospora.
I controlli hanno confermato che è molto importante:
- sapere se nell'azienda si verificano condizioni predisponenti a sviluppare le patologie;
- adottare ogni possibile provvedimento per limitare i danni, soprattutto quando i rischi sono alti.
Infatti le aziende che hanno attivato una difesa tenendo in debita considerazione l'alto rischio dell'annata, sono riuscite a limitare i danni da oidio, anche su varietà e in zone sensibili e in caso di gestione del verde non perfettamente oculata (in assenza di queste due variabili il danno è stato quasi azzerato).
Danni molto elevati sono stati riscontrati in quelle aziende che, per vari motivi anche in situazioni di rischio elevato hanno lasciato dei momenti “scoperti e/o hanno sbagliato i dosaggi e/o hanno gestito male la potatura verde.

Nella sua relazione, la dott.ssa Mattedi ha illustrato diversi argomenti: l'andamento delle principali patologie della vite nel 2010, i risultati di diverse strategie contro oidio e il confronto di efficacia tra diversi prodotti rameici nei confronti della peronospora.
Le due strategie adottate contro l'oidio prevedevano l'uso di zolfo e bicarbonato, impiegando i prodotti commerciali Thioprom e Armicarb, in diverse fasi fenologiche. Entrambe non sono riuscite ad avere un'efficace controllo sia sulle foglie che sul grappolo,

A seguire è stata presentata la relazione: Resistenza al dilavamento e persistenza della poltiglia bordolese.
Questa prova metteva a confronto poltiglie preparate con diverse dosi di calce (a parità di quantitativo di solfato di rame) e non sono state riscontrate differenze di persistenza fra le diverse dosi di calce. Si è visto inoltre che precipitazioni di 35 mm dilavano circa il 50% del prodotto precedentemente distribuito, mentre il dilavamento è totale quando le precipitazioni arrivano a 45 mm.
Considerata la scarsa virulenza della peronospora del 2010 resta il dubbio che la presenza residuale dello ione Cu possa svolgere, in condizioni di pressione elevata, un'efficace attività antiperonosporica.

Infine il dott. Kelderer ha illustrato una serie di prove in campo e in cantina: sulle varietà “resistenti“ ai patogeni fungini principali della vite, sul controllo di Botrytis cinerea e Plasmopara viticola , sulla gestione del suolo, sulle osservazioni fitoiatriche su collezioni varietale ed infine sull'attività svolta per rendere piú spargolo il grappolo e ridurre così i marciumi alla raccolta.


Nel pomeriggio presso il Centro Sperimentale di Laimburg si è parlato di coltivazione del melo.
Il dott. Kelderer ha presentato le prove sperimentali 2010 condotte dal Centro stesso.
Anche al Centro di Laimburg hanno iniziato ad occuparsi di più di suolo e più precisamente degli effetti di pratiche diverse di gestione del suolo sulla crescita radicale del melo.
I temi trattati sono stati inoltre:
- nuove varietà di melo, interessanti per la coltivazione biologica;
- ticchiolatura: confronto tra diversi prodotti, fra le strategie di intervento preventive e tempestive e individuazione degli ugelli più indicati per i trattamenti sovrachioma;
- carpocapsa: confronto di efficacia tra diversi prodotti, fra reti antigrandine e metodi diversi di copertura delle piante;
- diradamento: confronto fra prodotti (e reti antigrandine) per il diradamento in postfioritura;
- concimazione: primi risultati di concimazione in pieno campo con diversi concimi organici;
- studio dell'effetto sulla crescita radicale fra differenti strategie di gestione del suolo.


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