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NL 2/10 - Novità normative nella produzione vegetale

Con l'emanazione del DM n. 18354 del 27.11.09, che detta le disposizioni per l'attuazione dei Regolamenti CE n. 834/2007, n. 889/2008, n. 1235/2008 e successive modifiche il nuovo quadro normativo sul biologico è stato completato ed attivato.

Questa newsletter vuole presentarvi le principali novità nel settore della produzione agricola, mentre per un orientamento più completo sul nuovo quadro normativo rimandiamo al documento che abbiamo preparato e al testo coordinato, preparato da CCPB.


FERTILIZZAZIONE
I fertilizzanti utilizzabili sono stati definiti in modo più chiaro, ma l'unica novità è rappresentata dai “Fanghi industriali provenienti dalla produzione di sale mediante estrazione per dissoluzione".
L'impiego dei fertilizzanti non è più soggetto al riconoscimento della necessità da parte dell'organismo di controllo o dell'autorità di controllo, ma il conduttore è tenuto a dimostrare la necessità di ogni intervento attraverso le dichiarazioni rilasciate nel “Piano di gestione delle produzioni agricole” (ad esempio riferendosi alle asportazione delle colture e/o al bilancio umico) e/o l'esibizione di documenti giustificativi quali:
  • una relazione tecnico agronomica;
  • i certificati di analisi del terreno;
  • le carte dei suoli.

In caso di impiego di letame, letame essicato, pollina, effluenti di allevamento compostati o liquidi resta il limite massimo di azoto pari a 170 kg/ha/anno. Per l'impiego di questi prodotti è necessaria anche una dichiarazione del fornitore che attesti la provenienza da allevamenti NON industriali delle matrici organiche di cui sono costituiti.
Il limite dei 170 kg/ha di azoto non è previsto per altri tipi di fertilizzanti.

ROTAZIONI
Il DM ha specificato che il ritorno della medesima specie sullo stesso appezzamento è possibile solo dopo 3 cicli colturali, di cui almeno uno deve essere dedicato alla coltivazione di una leguminosa o di un sovescio (permanenza in campo minima 70 giorni). Sono previste alcune deroghe a questa norma per i cereali autunno-vernini, il riso, il pomodoro e gli ortaggi a foglia.

DIFESA DELLE COLTURE
Non sono stati introdotti nuovi prodotti, ma, anche in questo caso l'agricoltore deve dimostrare la necessità degli interventi eseguiti facendo riferimento alle dichiarazioni rilasciate nel “Piano di gestione della produzione vegetale” e/o a documenti giustificativi. Nell'elenco sono citati:
  • una relazione tecnico agronomica;
  • una relazione fitopatologica;
  • i bollettini meteorologici e fitosanitari;
  • i modelli fitopatologici previsionali (probalmente il legislatore intende modelli previsionali);
  • la registrazione delle catture su trappole entomologiche (probabilmente il legislatore intende le trappole a feromoni).

La possibilità di superare in un anno la dose di 6 kg/ha di rame metallo viene subordinata ad una deroga che deve essere concessa dalla Regione o dalla Provincia Autonoma. In ogni caso non è possibile per l'azienda superare la dose complessiva di 30 kg/ha di rame nell'ultimo quinquennio.

Le trappole e i distributori che contengono prodotti per la difesa (con l'esclusione degli erogatori di feromoni) devono impedire il rilascio delle sostanze nell'ambiente e il contatto fra le sostanze e le colture in produzione. Trappole e distributori vanno raccolti dopo l'utilizzazione e smaltiti secondo le norme di legge.

Il DM definisce l'elenco dei corroboranti, biostimolanti e potenziatori delle difese naturali utilizzabili.

CONVERSIONE
Il nuovo apparato normativo specifica meglio le condizioni per ottenere una diminuzione del periodo di conversione e fornisce indicazioni sulle modalità di presentaizone di tali richieste. In particolare l'accorciamento può essere concesso in caso di adesione a programmi comunitari che garantiscono il non uso di prodotti non ammessi oppure a fronte di prove documentali che attestino tale non uso per un periodo di almeno 3 anni.
In caso di impiego di prodotti non conformi a causa di disposizioni di lotta obbligatoria o di prove sperimentali condotte in azienda, le Regioni e Provincie autonome possono autorizzare la commercializzazione delle produzioni sul mercato biologico già dall'anno successivo dell'impiego del prodotto non conforme.

SEMENTI E MATERIALE DI PROPAGAZIONE
E' stato reso possibile l'impiego di materiale di propagazione "in conversione" in caso di irreperibilità di materiale bio. Restano possibili anche deroghe per l'impiego di sementi e tuberi-seme convenzionali.
A questo proposito sembra che l'ENSE sarà abolito con la applicazione del DM “anticrisi” in quanto considerato ente inutile. Ad oggi non è possibile dire se le funzioni che gli sono assegnate nell'ambito della legislazione bio (gestione delle deroghe ed elenco dei materiali disponibili) saranno assunte da altri.
Le nuove norme permettono di rilasciare deroghe generalizzate per talune varietà e specie per le quali sia comprovata la irreperibilità di materiale di propagazione bio.

ETICHETTATURA
I nuovi regolamenti rendono possibile l'utilizzo delle diciture “bio” ed “eco” (prima era possibile solo l'impossibile "proveniente da agricoltura biologica")
Diventa obbligatorio l’uso del marchio biologico UE eventualmente abbinato a marchi nazionali o privati.
Diventa obbligatoria anche l'indicazione del luogo di coltivazione delle materie prime agricole, anche se tale specificazione potrà assumere connotazioni piuttosto generali (“Agricoltura UE” o “Agricoltura non UE”) oppure riferirsi al singolo Stato membro.
Scomparirà nelle etichette, dopo l'esaurimento delle scorte, il nome dell'organismo di controllo: al suo posto resterà un codice alfanumerico che lo identifica.

Per orientarsi negli innumerevoli articoli delle tre maggiori normative, ecco un elenco di quelli relativi alla produzione vegetale.

Francesco Beldì
Enrico Accorsi
REGISTRATI
CON IL CONTRIBUTO:
STATI GENERALI DEL BIOLOGICO: