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Biodiversità: siepi e nidi

Infrastrutture ecologiche
In agricoltura biologica (Reg. CE 2092/91) la costruzione di infrastrutture ecologiche (siepi, filari di alberi e fasce inerbite) è necessaria in quanto queste oltre ad aumentare la diversità dell’agroecosistema, svolgono una serie di importanti funzioni:
  • azione frangivento
  • proteggono il terreno dall’erosione (migliorano la struttura del suolo, frenano lo scorrimento dell’acqua piovana e facilitano la sua infiltrazione nel terreno)
  • proteggono dalla deriva di prodotti fitosanitari dalle aree circostanti
  • creano un microclima più favorevole allo sviluppo delle piante (riduzione dell’evapotraspirazione del terreno nei climi caldi, aumento della temperatura nei climi freddi)
  • favoriscono l'insediamento e la colonizzazione di numerosi insetti utili (Coccinelle, gli Antocoridi, i Sirfidi, gli insetti pronubi, Crisope, insetti parassitoidi, ecc.) e di altri piccoli animali (piccoli mammiferi, rettili e uccelli vari).
  • sono produttive (bacche, frutti, fiori, miele, legno da opera, da lavoro o da ardere)

Specie da preferire nell’impianto di siepi, boschi e filari alberati
Nella scelta delle specie deve essere chiara la finalità dell’impianto che verrà effettuato, scegliendo quindi, tra quelle compatibili con le condizioni pedoclimatiche della zona, piante ed essenze con le caratteristiche necessarie. Utilizzare materiale sano, ben conformato ed equilibratamente sviluppato
In generale sono da preferire specie:
  • autoctone (elevata rusticità,in generale sono piante a buon mercato, migliore attecchimento)
  • preferire l’utilizzo del maggior numero di specie
  • a fioritura ricca e differenziata nel tempo
  • che favoriscono la presenza e/o moltiplicazione dell’entomofauna utile
  • con chioma favorevole alla nidificazione, alla protezione e al rifugio dell’avifauna utile
Le specie arboree più interessanti sono il Pioppo bianco, l'Olmo campestre, il Ciliegio selvatico, il Frassino meridionale, l'Acero campestre, la Robinia ed il l’albero di Giuda Le specie arbustive più interessanti sono il Nocciolo, il Sambuco, il Sanguinello, la Fusaggine, l'Olivello spinoso ed il Ligustro.
Si esclude (divieto prorogato fino al 31 dicembre 2007) la messa a dimora di arbusti del genere Crataegus (biancospini in genere), questo come prevenzione per limitare la diffusione del "colpo di fuoco", malattia provocata dal batterio Erwinia amylovora che attacca queste specie e altre Rosacee coltivate, in particolare Melo e Pero.
In presenza di focolai di Sharka o Vaiolatura delle drupacee si sconsiglia l’utilizzo del ciliegio dolce, del mirabolano, del ciliegio canino e del prugnolo perché ospiti del patogeno e possibili fonti naturali di diffusione della malattia.
Nella scelta delle essenze da introdurre nella siepe, è opportuno tenere presente che una parte di esse favorisce la moltiplicazione di insetti predatori o parassitoidi utili per le colture agrarie (Tabella 1).
In base alla zona (litorale, pianura, collina, montagna) in cui si intende realizzare l’impianto della siepe si possono preferire alcune specie rispetto ad altre, come indicato dal Piano Regionale di Sviluppo Rurale 2000-2006 nell’ambito dell’Azione 9 ripristino e/o conservazione di spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario (Tabella 2).

Tabella 1: Specie che favoriscono la moltiplicazione di insetti predatori o parassitoidi utili per le colture agrarie

Pianta colonizzata dalla specie utile Insetto utile Coltura
beneficiata
Specie dannosa
alla coltura
Albero di Giuda Anthocoris nemoralis pero Cacopsylla pyri
Ciliegio Adalia 2-punctata
Synharmonia conglobata
Aphidius matricariae
frutteti,ortaggi,
erbacee
afidi
Frassino Anthocoris nemoralis pero Cacopsylla pyri
Nocciolo Anagrus atomus vite Empoasca vitis
Olmo campestre Chrysoperla carnea frutteti,ortaggi,
erbacee
afidi e altrifitofagi
Ortica Coccinella 7-punctata
Adonia variegata
Propylaea 14-punctata
Scymnus spp.
Anthocoris nemoralis
Orius spp.
frutteti,ortaggi,
erbacee
afidi
psille
tripidi
Pioppo bianco Adalia 2-punctata
Propylaea 14-punctata
Synharmonia conglobata
Chrysoperla carnea
Orius spp.
frutteti,ortaggi,
erbacee
afidi e altri fitofagi.
tripidi
Prugnolo Adalia 2-punctata
Propylaea 14-punctata
Chilocorus 2-pustulatus Chrysoperla carnea
Orius spp.
Episyrphus balteatus
frutteti,ortaggi,
erbacee
afidi
afidi
cocciniglie
afidi e altri fitofagi.
tripidi
afidi
Rovo Anagrus atomus vite Empoasca vitis

Fonte: Disciplinare di Produzione Integrata dell’Emilia Romagna

Tabella 2 - Specie arboree e arbustive particolarmente indicate per l’impianto di siepi e boschetti che favoriscono la fauna utile
Nome comune Nome scientifico Litorale Pianura Collina Montagna
SPECIE ARBOREE
Acero campestre Acer campestre X X X X
Acero di monte Acer pseudoplatanus X
Acero opalo Acer opulifolium X
Acero riccio Acer platanoides X X
Albero di Giuda Cercis siliquastrum X X X
Bagolaro Celtis australis X X X
Carpino bianco Carpinus betulus X X X X
Carpino nero Ostrya carpinifola X X
Castagno Castanea sativa X X
Cerro Quercus cerris X X
Ciavardello Sorbus torminalis X X
Ciliegio Prunus avium X X X
Faggio Fagus sylvatica X
Farnia Quercus robur X X
Frassino maggiore Fraxinus excelsior X X X X
Frassino ossifillo Fraxinus angustifolia X X
Gelso bianco Morus alba X X X X
Gelso nero Morus Nigra X X X X
Leccio Quercus ilex X X
Melo selvatico ** Malus sylvestris X X
Noce Juglans regia X X X
Olmo campestre Ulmus minor X X X X
Olmo montano Ulmus glabra X
Ontani Alnus spp. X X X X
Orniello Fraxinus ornus X X X
Pero selvatico ** Pyrus pyraster X X
Pioppo bianco Populus alba X X X X
Pioppo nero Populus nigra X X X X
Pioppo tremolo Populus tremula X X X X
Rovere Quercus petraea X X
Roverella Quercus pubescens X X
Salici Salix spp. X X X X
Sorbo domestico ** Sorbus domestica X X
Sorbo montano ** Sorbus aria X X
Sorbo degli uccellatori ** Sorbus aucuparia X X
Tiglio Tilia spp. X X X
SPECIE ARBUSTIVE
Agazzino ** Pyracantha coccinea X X X
Agrifoglio Ilex aquifolium X X
Alaterno Rhamnus alaternus X X
Alloro Laurus nobilis X X X X
Bosso Buxus sempervirens X X X
Corniolo Cornus mas X X X X
Emero Coronilla emerus X X X
Evonimo o Fusaggine Euonymus europaeus X X X X
Frangola Frangula alnus X X X X
Ginepro Juniperus communis X X X
Ginestra dei carbonai Cytisus scoparius X
Ginestra odorosa Spartium junceum X
Lantana Viburnum lantana X X X X
Lentaggine Viburnum tinus X X X X
Ligustro Ligustrum vulgare X X X X
Maggiociondolo Laburnum anagyroides X X
Marruca o Paliuro Paliurus spina – christi X X
Mirabolano Prunus cerasifera X X X X
Nespolo ** Mespilus germanica X X
Nocciolo Corylus avellana X X X
Olivello di Boemia Eleagnus angustifolia X X
Olivello spinoso Hippophae rhamnoides X X X X
Palla di neve Viburnum opulus X X X X
Prugnolo Prunus spinosa X X X X
Sambuco Sambucus nigra X X X X
Sanguinello Cornus sanguinea X X X X
Scotano Cotinus coggygria X X X X
Spino cervino Rhamnus catharticus X X X X
Tamerice Tamarix gallica X X X
Vesicaria Colutea arborescens X X X

* solo nelle Province di Forlì, Rimini, Ravenna e Bologna (collina) e Ferrara (litorale)
** specie sensibile a Colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora) – solo in caso di mantenimento in pianura e collina e di impianto in collina e montagna

Modalità d’impianto
Prima dell’impianto devono essere valutati quali sono gli effetti che si desidera ottenere e con quale priorità. Le infrastrutture ecologiche devono essere posizionate in modo armonico, evitando di ombreggiare eccessivamente le colture e creando possibilmente collegamenti con elementi del paesaggio esterni all’azienda (corridoi ecologici).
Gli elementi di possibile introduzione sono: boschetti (gruppi di almeno una trentina di piante arboree e arbustive), siepi (cespugli bassi ed alti piante arboree e vegetazione erbacee di base), filari di alberi, frangivento alti o bassi, fasce inerbite e prati stabili.
Nella fase di conversione e con siepi non ancora ben sviluppate, i fossi e le scoline possono avere funzioni analoghe. In questo caso la vegetazione deve essere gestita in modo adeguato tramite gli sfalci.

AZIONE 9 RIPRISTINO E/O CONSERVAZIONE DI SPAZI NATURALI E SEMINATURALI E DEL PAESAGGIO AGRARIO
(piantate, alberi isolati o in filare, siepi anche alberate, boschetti -inferiori o pari a 0,5 ha e non contigui ad altre superfici a bosco-, maceri, stagni, laghetti, risorgive e fontanili, altre peculiarità), possono essere ammissibili all’erogazione di contributi comunitari per siepi, boschetti e filari di alberi:
Siepi. La distanza di piantumazione sulla fila non deve essere superiore a m 1,5; le siepi devono essere composte da almeno 5 specie, con prevalenza di quelle arbustive.
Boschetti. É necessaria la presenza di almeno 4 specie arboree e di una specie arbustiva. Nel caso di impianto di boschetti, la distanza di piantumazione non deve essere superiore a 3 metri da pianta a pianta (arbusti compresi)
Filari di alberi. Possono essere singoli, doppi o tripli, e tra questi deve essere possibile effettuare lavorazioni meccaniche quali trinciature o erpicature.
Le file doppie o triple sono particolarmente efficaci come frangivento e contengono l'inquinamento dovuto alla presenza di vie di percorrenza stradali nelle vicinanze. Queste ultime devono sempre essere costituite sia da arbusti che da alberi.

In caso di mancato attecchimento le piante devono essere sostituite entro l’anno successivo, con piante di età non inferiore a quella. La fascia di rispetto deve essere corrispondente almeno alla superficie di proiezione ortogonale della chioma sul terreno, compresa tra 2 e 5 metri per ogni lato esterno e mantenuta inerbita, anche con inerbimento spontaneo. Sulla fascia di rispetto è vietato l’uso di concimi e fitofarmaci e la vegetazione erbacea può essere controllata manualmente e/o meccanicamente solo nel periodo 1 agosto – 20 febbraio (esclusi i primi 4 anni per i nuovi impianti). Si ricorda che in allegato alla domanda di impegno deve essere stata presentata una relazione sulle modalità di conservazione e di gestione, corredata da una planimetria catastale aziendale nella quale sono riportate la localizzazione, l’estensione e la tipologia degli elementi naturali.
Nel periodo dell’impegno è necessario annotare su un registro le operazioni eseguite sugli elementi naturali, entro 48 ore dall’esecuzione. Il registro, realizzato dall’operatore agricolo, si può portare al Servizio Agricoltura e Territorio della Provincia di competenza per la vidimazione.

Nidi Artificiali
Buona parte degli uccelli insettivori, efficaci limitatori di molte specie di interesse agrario, si riproduce all’interno di cavità naturali. Purtroppo, in un agroecosistema sempre più semplificato e povero di alberi maturi, gli uccelli trovano con difficoltà cavità adatte alla nidificazione, e sono costretti ad allontanarsi dalle campagne. I nidi artificiali si dimostrano quindi utili strumenti per aiutare gli uccelli e stimolarne la diffusione, favorendo in questo modo la lotta naturale.

Installazione: le cassette–nido andranno collocate preferibilmente in aree marginali e in ambienti aperti piuttosto che in zone coperte di fitta vegetazione e con uniforme copertura vegetale. Tutti i nidi andranno installati con la base in posizione orizzontale e il foro d’ingresso rivolto leggermente verso il basso, per evitare pericolosi accumuli di acqua.
L’altezza d’installazione varia secondo l’ambiente e il gradi di disturbo: in linea generale per piccoli passeriformi si consiglia un’altezza di 3–4 metri dal suolo (ridotto rischio di predazione e relativa facilità di manutenzione).
L’orientamento dei fori d’ingresso non pare avere un ruolo importante: in caso di ambienti aperti, si consiglia comunque di orientare i fori in modo tale da evitare l’eccessiva insolazione (da Sud e Ovest) e i venti freddi dominanti (in genere da Nord–Ovest).

Fissaggio: andranno evitate fascette in plastica o metallo, che si deteriorano facilmente e, nel tempo, provocano gravi danni alla pianta. In caso di ricorso a filo di ferro, evitare legature troppo strette (col tempo finiscono per essere inglobate nella corteccia e strozzare la pianta e utilizzare adeguati sistemi di protezione del tronco (ad es. mediante pezzi di tubo di plastica).

Densità: per i piccoli passeriformi, una densità adeguata si aggira attorno agli 8–10 nidi per ettaro, ulteriormente aumentabile a 15 in completa assenza di cavità naturali e in presenza di sufficiente cibo disponibile.
In presenza di specie marcatamente territoriali, e in caso di eccessiva densità di nidi, può comunque capitare che parte dei nidi installati venga occupata ma non sia utilizzata per la riproduzione.

Pulizia: durante il periodo autunno-invernale si può procedere alla pulizia delle cassette-nido, estraendo il materiale con cui era stato costruito il nido e pulendo le pareti interne con una piccola spazzola in ferro. Per eliminare eventuali parassiti presenti si può trattare con piretro ed aspettare qualche giorno prima di riutilizzare le cassette-nido.

Ricollocazione: la cassetta-nido va ricollocata nella stessa posizione dell’anno precedente se era stata occupata, e variata la posizione se non si era ottenuta l’occupazione. Se le cassette-nido sono legate a degli alberi, allentare il sistema di fissaggio per non ostacolare la crescita degli alberi.
Durante l’inverno si possono allestire i nuovi nidi per la stagione successiva.



* Gruppo di Lavoro Pro.B.E.R.
Pierangela Schiatti (Pro.B.E.R.), Fausto Grimaldi (Provincia di Ferrara), Luca Boriani, Roberto Ferrari (Centro Agricoltura Ambiente), Stefano Maini, Giovanni Bugio (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali – Entomologia,Università di Bologna).
Con la collaborazione di Agnese Franceschi (Pro.B.E.R.).

Aggiornamento gennaio 2006 .

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